Ragazzi, scusate se vi scrivo solo ora, ma ce l’abbiamo fatta abbiamo scoperto l’assassino di tutti questi delitti. Ora vi spiego meglio: una volta che abbiamo sbloccato il passaggio per il finis Africae e siamo entrati abbiamo visto Jorge seduto al tavolo situato al centro della stanza che ci ha detto che ci stava aspettando già da vespri (circa le 16.30) e da li abbiamo scoperto che il rumore che abbiamo sentito mentre stavamo andando in biblioteca era l’Abate che Jorge con una trappola aveva rinchiuso in una stanza poiché l’Abate lo aveva scoperto e che poi purtroppo è morto per la mancanza d’aria. Jorge ci ha poi spiegato tutto, era stato lui a rubare il veleno a Severino e a cospargere le pagine dell’libro che non voleva far leggere a nessuno cosi che coloro che per sfogliare le pagine del libro avevano inumidito le dita con la saliva sarebbero morti avvelenati. Venanzio preso da un malore era andato nelle cucine a bere un po’ d’acqua, ma pochi istanti dopo è morto. Berengario lo trova morto e non sapendo cosa fare, ha gettato il corpo nell’orcio . Poi, incuriosito dal libro, è andato nell’ospedale e lo ha letto. Dopo un po’, non sentendosi molto bene, è andato nei balnea per alleviare il dolore, ma li è morto. Severino ha poi ritrovato il libro lasciato da Berengario in laboratorio e avvisa Guglielmo. Ma Jorge ha sentito l’intera discussione e per questo convince Malachia ad ucciderlo. Anche Malachia però a sua volta legge il libro e muore quindi avvelenato. Il motivo per cui Jorge aveva fatto tutto ciò era per impedire a chiunque la lettura dell’unica copia del secondo libro della poetica di Aristotele che parlava del ridere ,cosa che Jorge non appoggiava.
Dopo aver spiegato tutto e litigato con Guglielmo il quale lo ha paragonato al diavolo appena ci siamo distratti un attimo Jorge è scappato mangiando le pagine del libro in modo che nessuno potrà mai averle. Noi abbiamo cercato di seguirlo ma non conoscendo il labirinto non era facile al contrario che per Jorge che invece conosceva benissimo la strada, siamo riuscuti comunque a trovarlo poiché avendo ingerito il veleno era caduto a terra e non aveva piu molte forze. Io e Guglielmo ci siamo subito precipitati sul libro che teneva tra le braccia ma per sbaglio con il mio lume gli ho sfiorato la faccia e lui a sua volta ha sentito il calore e con una mano ha lanciato il mio lume su una pila di libri che subito ha preso fuoco. Io mi sono lanciato subito verso il rogo ma non sapevo cosa fare cosi si è avvicinato anche Guglielmo che ha cercato qualcosa per soffocarlo, fino a che non mi è venuto in mente di usare la mia veste ma era troppo tardi poiché le fiamme erano troppo alte e il gesto che avevamo appena compiuto aveva solo aiutato il fuoco a propagarsi. Jorge appena si è accorto dell’incendio ha gettato l’Aristotele nelle fiamme che né io né Guglielmo siamo riusciti a impedire. Siamo poi usciti dalla biblioteca ormai incendiata. Il fuoco si è espanso poi per tutta l’abbazia. Io sono incredulo di tutta questa faccenda. A quanto una persona si spinge pur di non far sapere la verità ,che quest’ultimo crede eretica, agli altri.